
Entra nel clou la manifestazione ‘La Scuola dei Classici”, rassegna mirata alla visione di classici del teatro di tutti i tempi per le scuole di ogni ordine e grado. La rassegna – che per il terzo anno consecutivo rinnova la collaborazione tra l’associazione culturale “Porta Cenere”, diretta da Mario Massaro e Natale Filice, l’assessorato alle politiche dell’educazione del Comune di Cosenza, retto dalla dott.ssa Maria Lucente e il contributo della BCC Mediocrati – vede quest’anno anche il prezioso contributo della Provincia di Cosenza, assessorato alla cultura e alle politiche giovanili, retto dalla dott.ssa Maria Francesca Corigliano.
L’iniziativa che ad oggi ha portato più di tremila ragazzi a teatro delle province di Cosenza e Crotone, propone ai dirigenti e ai docenti delle scuole la possibilità di arricchire l’offerta formativa curriculare con l’indispensabile apporto dei classici teatrali.
Quest’anno la rassegna ha il privilegio di ospitare nel proprio cartellone tre importanti spettacoli con diversi attori calabresi, che portano lustro anche al di là dei confini regionali:
Numerose le scuole Cosenza e Provincia che hanno già aderito all'iniziativa e che riempiranno in settimana la platea del Cinema Teatro Italia di Cosenza.
“... Le ridicolose avventure di Capitan Magnamoros e Nicolino Scarola", realizzato con la collaborazione di Jeu De Dames-Gioco di Dame, attrici/mimo, è uno spettacolo di commedia dell’arte itinerante nelle scuole elementari, basato sui canovacci classici dell'antica arte teatrale;
“Il Malato Immaginario” di Molière, (in scena presso il Teatro “A.Tieri” di Cosenza dal 18 al 25 Febbraio), ripercorre il classico dello scrittore e drammaturgo francese più importante, divertendo e, allo stesso tempo, introducendo in modo inaspettato un'aspra denuncia della società; lo spettacolo è realizzato con la compagnia lalineasottile;
"Cenerentola", realizzato con la collaborazione di danzatori professionisti del "Teatro della Ginestra", è lo spettacolo che chiuderà la rassegna il 26 e 27 Febbraio al Teatro Tieri, e che coinvolgerà anche i bambini delle scuole materne.
“... LE RIDICOLOSE AVVENTURE DI CAPITAN MAGNAMOROS E NICOLINO SCAROLA”
Le divertenti e buffe avventure di due comici dell’arte danno vita a uno spettacolo, che è il pretesto per un percorso educativo alla scoperta della commedia dell’arte. Esso coinvolgerà i ragazzi in una preziosissima interazione attore-spettatore, attraverso una metodologia attiva in grado di sollecitare l’apprendimento per mezzo dell’immaginazione e della creatività (dalla trasformazione attore-maschera, al trucco, ai vestiti...). Lo spettacolo presenta il simpatico Zanni Nicola che insieme all’esuberante e “valoroso” Capitano spagnolo Magnamoros, ci portano indietro nel tempo, facendoci sognare, ridere, giocare, pensare. Inoltre lo spettacolo punta alla rinascita della nostra identità, delle nostre radici, recuperando maschere “calabresi” della Commedia dell’Arte. Alla fine, lo spettacolo lascia un messaggio educativo molto preciso: il rispetto per le diversità altrui, perché dietro una presunta maschera si nasconde comunque un uomo, con le sue fragilità, i suoi difetti e le sue meraviglie.
“IL MALATO IMMAGINARIO" di Molière
disponibile dal 18 al 25 febbraio 2010 al Teatro Italia Tieri di Cosenza
Argante è un malato immaginario che vive di medicinali e teme l’agguato di ogni possibile malanno. Della sua follia ne approfittano da un lato, la seconda moglie Belina che, assecondando le ossessioni del marito, vuole diventare l’unica erede dei suoi beni e, dall’altro, i dottori che bazzicano ogni giorno la sua casa. Argante ha preso la decisione di dare in moglie al medico Diafoirus, la figlia Angelica, così da accogliere nella propria famiglia un dottore in medicina. Interviene la cameriera Tonina, che insieme a Rossana, sorella di Argante, fa credere ad Argante di essere morto, dimostrandogli le cattive intenzioni di Belina e l’amore di Angelica. Argante, commosso, acconsente al matrimonio tra Angelica e il suo innamorato Cleante. Il malato immaginario fu l’ultima commedia scritta da Molière, e come molte delle opere precedenti, non mancò di suscitare polemiche. L’autore attaccava qui la scienza medica ufficiale, ritenuta inefficiente e inadeguata alla cura dei malati, ma soprattutto retrograda e oscurantista per il costante rifiuto ad aprirsi alle nuove scoperte scientifiche.
Uno spettacolo di una comicità pungente e amara, una messa in scena moderna che non tradisce lo spirito del testo, anzi cerca di restituire al pubblico tutta la verve del drammaturgo francese.
"CENERENTOLA"
26 e 27 Febbraio al Teatro Italia Tieri di Cosenza
La fiaba, raccontata tramite la danza, il teatro e il canto, si propone di far sperimentare ai bambini un viaggio fantastico, ricco di sonorità, immagini e sensazioni che stimolano la loro fantasia facendogli vivere un’esperienza educativa di grande valore pedagogico e simbolico.
La fiaba non parla in maniera diretta al bambino ma utilizza linguaggi diversi che lo coinvolgono in maniera totale e che lo spingono a partecipare attivamente al processo educativo. I diversi linguaggi della danza del teatro e del canto proprio per il loro valore simbolico ci sono sembrati adatti a realizzare il nostro progetto che vuole educare all’arte e all’immagine e ai diversi linguaggi non verbali stimolando l’immaginazione del bambino e aiutandolo a sviluppare oltre che il suo intelletto anche le sue emozioni. Il bambino con la favola si identifica con i diversi personaggi dall’eroe, al cattivo, percorrendo le varie tappe dello sviluppo della sua personalità.
L’ingrediente più importante della nostra favola è la magia, la magia della danza, della parola e delle immagini che indicano la possibilità concreta di vivere un mondo dove tutto è possibile, dove regni la fantasia. Ancora oggi si vuole rivalutare il valore educativo della favola come mezzo indispensabile per vincere una battaglia con altre forme di comunicazione che spesso condizionano il bambino nelle sue scelte più importanti, rendendolo vittima e non protagonista del suo processo educativo.
La maga è stanca, non c’è la fa più. E’ stata maga, fata, strega insomma ha realizzato i sogni dei protagonisti delle fiabe, delle favole. Adesso i tempi sono cambiati, la nuova generazione non legge più le favole, la maga è in crisi. Un gruppo di amici le propone di cambiare lavoro, di diventare attrice. In fondo anche recitare fa parte della magia. Contenta di questa idea ha scorre in rapida successione le favole che ha vissuto da “deus ex machina”, e da questo curioso flash-back un a in particolare colpisce il suo ricordo: Cenerentola. Chiamati i suoi amici a rapporto, assegna ad ognuno di loro un ruolo, per poter raccontare la favola. Ognuno propone di raccontarlo con una tecnica di espressione artistica diversa. La maga decide allora di usare la recitazione, la danza ed il canto coinvolgendo, in qualche momento dello spettacolo anche il pubblico. I personaggi si trasformano da narratori a protagonisti in un curioso gioco di ruoli. Lo spettacolo ha la durata di un’ora ed è indicato per una fascia d'età compresa tra i 3 ed i 13 anni.
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